lunedì 2 gennaio 2017

Bonus matrimoniale 2017: ecco quanto vale e come fare richiesta. Prestiti Super.

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Avete intenzione di sposarvi nel 2017? Per voi arrivano delle buone notizie,Prestiti? No. L'INPS ha messo a disposizione di tutte le coppie che convoleranno a nozze quest'anno l'assegno per il congedo matrimoniale. Si tratta di un bonus matrimoniale concesso in caso di nozze civili o concordatari, e non in caso di cerimonia religiosa, da usufruire entro i 30 giorni successivi alla data dell’evento. L'obiettivo è quello di aiutare le coppie giovani a sostenere le spese matrimoniali e di incentivare le seconde nozze. Può essere assegnato a entrambi i coniugi, a patto che rientrino entrambi in una delle categorie previste, e dà diritto a una serie di agevolazioni. Bonus matrimoniale: a chi spetta e a chi non spetta.  L’assegno per il congedo matrimoniale spetta agli operai, agli apprendisti, ai lavoratori a domicilio, ai marittimi di bassa forza dipendenti da aziende industriali, artigiane, cooperative, che lavorano da almeno una settimana o che usufruiscono del congedo entro 30 giorni dalla data delle nozze civili o concordatarie. Anche i disoccupati possono richiedere il bonus, a patto che siano in grado di dimostrare che nei 90 giorni precedenti il matrimonio abbiano prestato la propria opera alle dipendenze delle aziende elencate per almeno 15 giorni. Per quanto riguarda i lavoratori che non stanno prestando servizio a causa di malattia, sospensione dal lavoro o richiamo alle armi, anche questi possono richiedere l'assegno. Non hanno diritto all'incentivo, invece, i dipendenti di aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di impiegati, apprendisti impiegati, dirigenti, commercianti lavoratori appartenenti ad aziende agricole, enti locali, enti statali, aziende di credito,prestiti, assicurazioni, aziende che non versano contributi alla CUAF, Cassa Unica Assegni Familiari. Infine, si può fare richiesta dell'assegno solo quando si è vedovi o divorziati.

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Prestiti Super: Quali sono le fasi e i tempi necessari per la richiesta e l'approvazione di un mutuo?

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Prima di ricevere l'approvazione di un mutuo è necessario attendere un periodo di tempo non ben preciso, al fine di consentire alla banca o all'istituto di credito di valutare la condizione del cliente richiedente. Quali sono le fasi e la tempistica necessaria per l'approvazione di un mutuo? Quali sono i documenti richiesti dalle banche?
Quando si fa richiesta di un mutuo, bisogna tenere presente che l'iter di approvazione ed erogazione della somma di denaro da parte dell'istituto di credito prevede tempi tecnici che è utile conoscere.
Nel caso in cui, ad esempio, si richiede un finanziamento per la costruzione di una casa, è sempre necessario attendere i tempi necessari affinché la richiesta venga accettata e l'erogazione sia in procinto di avvenire, in modo tale da non procedere con l'acquisto di un bene immobile e ritrovarsi solo dopo con una richiesta di mutuo respinta.
Le fasi di approvazione di una richiesta di mutuo sono comuni a tutti gli istituti di credito, ma talvolta è possibile che una banca impieghi più tempo per approvare la pratica, a causa di situazioni particolari, oppure quando al richiedente viene richiesta una documentazione differente, la quale necessita di un'attenzione specifica, differente da quella solita.

QUANTE E QUALI SONO LE FASI PREVISTE PER L'APPROVAZIONE DI UN MUTUO?

Le fasi necessarie per l'approvazione di u mutuo da parte di un istituto di credito sono cinque; esse hanno una durata variabile in base ai casi specifici.
Le fasi per l'accettazione di una richiesta di finanziamento sono le seguenti:
  • presentazione dei documenti richiesti dall'istituto di credito da parte del cliente;
  • valutazione della documentazione disponibile da parte dell'istituto di credito;
  • approvazione della pratica e avvio delle procedure di Istruttoria;
  • dichiarazione notarile;
  • erogazione del mutuo.

QUALI SONO I DOCUMENTI NECESSARI DA PRESENTARE IN BANCA PER FARE RICHIESTA DI UN MUTUO?

Ogni banca, o istituto finanziario, richiede al cliente di presentare una documentazione ben precisa, al fine di poter valutare con attenzione le condizioni, le garanzie e calcolare il rischio a cui essa va incontro erogando il prestito al consumatore.
Come già anticipato, solitamente, le banche richiedono di presentare la medesima documentazione, distinguendola tra ciò che riguarda il cliente che inoltre la pratica e, ad esempio, l'immobile, il bene o il servizio per cui si fa richiesta di finanziamento.
Tra i documenti richiesti riguardanti il cliente è possibile raggruppare i seguenti:
  • la carta d'identità;
  • il codice fiscale;
  • il certificato di residenza;
  • il certificato di stato di famiglia;
  • il modello CUD, nel caso in cui il cliente è lavoratore un dipendente;
  • il modello Unico, nel caso in cui il cliente è un lavoratore autonomo;
  • il certificato di servizio, se il cliente è un lavoratore dipendente;
  • la fotocopia della busta paga, se il cliente è un lavoratore dipendente;
  • la fotocopia degli estratti conti, se il cliente è lavoratore autonomo.
Tali documenti vengono richiesti dalla banca per valutare attentamente le condizioni economiche del cliente, in modo tale da conoscere il reddito, il carico familiare, ma anche il suo storico, dunque eventi o elementi passati in grado di influenzare e accrescere i rischi derivanti dalla cessione del prestito.
Tra i documenti riguardanti l'immobile, il bene o il servizio per cui viene richiesto il mutuo è possibile raggruppare i seguenti:
  • la fotocopia del compromesso;
  • la fotocopia dell'atto di provenienza.
Tale documentazione, invece, serve alla banca  per conoscere il valore del bene; nel caso quest'ultimo fosse  un edificio, l'istituto di finanziamento dovrà conoscere il valore della casa e se il compromesso riguarda una compravendita o altro.
Le banche, tuttavia, possono anche richiedere di presentare altra documentazione aggiuntiva, per reperire altre informazioni sul cliente o sul bene o servizio da acquistare con il finanziamento. Tali documenti extra possono riguardare le seguenti figure:
  • i soggetti residenti a rischio;
  • i soggetti divorziati;
  • i lavoratori autonomi.

CHE COSA VALUTA LA BANCA PER ACCETTARE LA RICHIESTA DI UN PRESTITO?

Una volta presentata in banca tutta la documentazione ufficiale richiesta, l'istituto elabora un parere preliminare di fattibilità, ovvero si esprime circa la concessione del mutuo.
Tale parere viene espresso tenendo conto della documentazione disponibile, basandosi su molti elementi, quali i seguenti:
  • il reddito del cliente richiedente e del suo nucleo familiare;
  • il valore dell'immobile, del bene o del servizio oggetto del finanziamento;
  • la presenza di garanzie supplementari da parte di terzi, nel caso di fideiussione o pegno.
Questa è la fase preliminare, durante la quale la banca elabora una prima considerazione, una sorta di pre-approvazione del mutuo. Da questo momento, si dà il via alla fase successiva di valutazione della documentazione disponibile, chiamata di istruttoria.

COME AVVIENE L'APPROVAZIONE DA PARTE DELLA BANCA?

Dopo la fase di pre-approvazione, l'istituto di finanziamento procede con una valutazione attenta e scrupolosa di tutta la documentazione disponibile, al fine di verificare se il richiedente possiede le condizioni economiche e i requisiti necessari per ottenere il finanziamento.
In pratica, la banca deve dimostrare e accertarsi che il richiedente sia in grado di poter restituire l'importo erogato con in prestito.La banca, pertanto, si preoccuperà di verificare la capacità di credito e di reddito del richiedente, sufficiente a garantire il pagamento delle rate del mutuo erogato, effettuando un controllo sulle eventuali insolvenze del passato.
Nel caso in cui il prestito interessasse l'acquisto di un immobile, la banca si servirà di un proprio perito per calcolare il valore dell'immobile e iscrivere l'ipoteca.
L'esito della fase istruttoria determina l'approvazione o meno del finanziamento richiesto.

L'APPUNTAMENTO DAL NOTAIO

Una volta concessa l'approvazione del mutuo, la banca richiede al cliente di presentare un'ulteriore documentazione, ovvero dichiarazione notarile preliminare sul bene offerto in garanzia.
La redazione di tale documento deve essere realizzata da parte di un tecnico di fiducia della banca, in modo tale da procedere con l'erogazione del finanziamento, dandone comunicazione immediata al cliente richiedente.

COME AVVIENE L'EROGAZIONE MUTUO?

Per la stipula di un contratto di mutuo (ipotecario o non), si fa ricorso ad un contratto unico, all'interno del quale si attesta che l'erogazione di tutto l'importo richiesto avviene nel momento stesso della stipula dell'atto notarile.
Tuttavia, nel caso di un mutuo ipotecario, la somma viene riversata dal cliente alla banca come titolo di garanzia, in attesa dei tempi tecnici necessari per l'iscrizione ipotecaria (solitamente 10 giorni, come previsto dalla normativa); al passare di questi giorni, l'importo viene restituito dalla banca al cliente.

QUALE È LA TEMPISTICA DA RISPETTARE PER RICEVERE UN MUTUO?

Una volta consegnata la documentazione richiesta dalla banca, ci vorranno circa 20 giorni per sapere se la domanda di finanziamento è stata accettata o meno.
Nel caso in cui la banca desse esito positivo per l'erogazione del mutuo ci vorranno altri 30 giorni prima dell'erogazione vera e propria.
Tuttavia, la tempistica può variare da istituto ad istituto, dunque, è sempre consigliabile informarsi direttamente con la propria banca per conoscere i tempi. 
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Prestiti Super: Che cosa valutano le banche per concedere un prestito?

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Le regole generali seguite da un istituto di credito per concedere l'erogazione di un prestito: le politiche di rischio, la situazione redditizia del richiedente, l'affidabilità creditizia del cliente. Quali sono i criteri e i parametri standard, necessari per una banca, al fine di fornire un responso positivo ad una richiesta di finanziamento?
Le richieste delle banche in merito ad un mutuo sono chiare: ogni ente erogatore deve assicurarsi che il richiedente possa essere in grado di corrispondere al pagamento della somma versata come finanziamento.

Come si è visto nell'articolo suddetto, gli istituti di credito impiegano un tempo non ben definito, ma comunque sufficientemente adatto per studiare e analizzare tutti i documenti a disposizione per confermare l'erogazione del mutuo.
Solo a responso positivo la banca procederà al versamento dell'importo richiesto.
Durante il periodo di tempo che la banca si riserva per analizzare la documentazione fornita dal cliente, essa stessa procede con un sistema di valutazione fondato su alcuni criteri standard e su altri varianti da istituto ad istituto.
Come già detto, tutte le banche seguono dei parametri standard, cioè comuni a tutti, ma molte volte, gli enti decidono di inserire all'interno dei criteri anche delle clausole aggiuntive, al fine di restringere il campo per l'approvazione di un prestito: si dà il caso, infatti, che un mutuo rifiutato da una banca possa essere accettato da un'altra.
Non è opportuno scoraggiarsi al primo rifiuto, ma se le negazioni continuano a persistere, allora è consigliabile rivolgersi ad un consulente specializzato, al fine di accedere al prestito giusto in base alle proprie garanzie.
Ultimamente gli istituti di credito sono divenuti molto esigenti in merito all'erogazione di un mutuo; qui di seguito si forniranno gli spunti e gli approfondimenti sulle modalità analitiche di una banca, ovvero, si tratterà dei criteri di valutazione che gli enti finanziatori applicano per valutare l'approvazione o meno di un prestito.
Conoscere i criteri utilizzati dalle banche per decretare la fattibilità di un prestito è fondamentale , al fine di aumentare la possibilità di concessione da parte dell'istituto.

COSA FARE PER RICHIEDER UN MUTUO? RIEPILOGO

Nonostante in questa guida sia già presente un articolo che tratta delle modalità e della tempistica necessaria per la richiesta di un mutuo, si è ritenuto opportuno riportarne qui solo un estratto, in modo tale da rinfrescare la memoria e concedere anche a coloro i quali non ne avessero già preso visione di comprendere l'iter fondamentale per fare richiesta di prestito.
La richiesta di finanziamento prevede le seguenti fasi:
  • la presentazione dei documenti richiesti dall'istituto di credito da parte del cliente;
  • la valutazione della documentazione disponibile da parte dell'istituto di credito;
  • l'approvazione della pratica e l'avvio delle procedure di Istruttoria;
  • la dichiarazione notarile;
  • l'erogazione del mutuo.
La trattazione riguardante il presente articolo concerne la seconda tappa.

QUALI SONO LE REGOLE GENERALI, SEGUITE DALLE BANCHE, PER ESAMINARE LA SITUAZIONE DI UN CLIENTE CHE RICHIEDE UN PRESTITO? PERCHÉ SI DECIDE DI SEGUIRE TALI REGOLE GENERALI?

Ogni banca segue delle regole generali per valutare ed approvare l'erogazione di un prestito. Tali regole riguardano i seguenti ambiti:
  • la banca valuta le politiche di rischio;
  • la banca valuta la situazione redditizia del richiedente;
  • la banca valuta l'affidabilità creditizia del cliente.
Il primo punto riguarda la necessità della banca di conoscere il rischio a cui va incontro prima di concedere un prestito. Tale analisi viene eseguita basandosi su dati statistici del richiedente (credit scoring), con cui ogni società finanziaria riesce a mantenere le insolvenze sotto controllo.
Il secondo punto, invece, serve alla banca per conoscere la capacità del richiedente di rimborsare il finanziamento. In questo caso viene valutato sia  il livello di reddito e anche il rapporto tra questo e la presunta rata di rimborso.
Il terzo punto è quello più importante, in quanto, per conoscere l'affidabilità creditizia di un cliente, le banche eseguono un'analisi accurata rivolgendo la propria ricerca anche alle banche dati delle centrali di rischio.
Il credit scoring, ovvero il punteggio di affidabilità, con il quale si dà un giudizio sull'affidabilità creditizia del cliente. Per ottenere questo punteggio, l'istituto di credito si fonda su elementi oggettivi e soggettivi.
Gli elementi oggettivi vengono ricavati attraverso tre fonti:
  • i dati anagrafici del cliente;
  • le banche dati pubbliche, o Centrali Rischi (Banca d'Italia e della Società Interbancaria per l'Automazione);
  • le banche dati private, o Sistemi di Informazione Creditizia (ad esempio CRIF).
Glie elementi di valutazione soggettivi, invece, vengono ricavati dalla credit policy della finanziaria e dal rapporto rata-reddito.
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Prestiti Super: Come cambiare banca con un mutuo in corso

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